Preparazione Moto per Motoalpinismo

Se è ovvio che potendo avere a disposizione un Team si potrebbe usufruire di una moto sempre in prefette condizioni, questo è ben lontano dalla realtà del motoalpinismo, fatta di tutti noi che lavoriamo durante la settimana e strappiamo qualche ora alla famiglia e agli amici per andare in moto.

Questo però non deve significare che la moto sia lasciata in uno stato di totale abbandono, perchè altrimenti si rischiano rotture evitabili… e restare a piedi durante un giro tra i monti è per certo una bruttissima esperienza!

Dobbiamo allora focalizzarci sul MINIMO delle operazioni necessarie per mantenere in ottimo stato la nostra moto, ecco qualche consiglio.

1)      INGRASSARE LA CATENA

Usare un grasso adatto non troppo viscoso, perché altrimenti attacca troppo sporco, nè tantomeno troppo liquido (alcuni usano olio denso) perché nei tratti di trasferimento viene subito spruzzato via per effetto centrifugo e ci ritroviamo la catena usurata anzitempo, con facilità di rottura (è capitato ad un mio caro amico qualche mese fa!).

Meglio ingrassarla al rientro, subito dopo aver pulito la moto, infatti nelle giornate piovose se si attende anche solo il giorno successivo, la catena comincia già ad arrugginire.

2)      PULIRE IL FILTRO DELL’ARIA

Sappiamo già che non lo faremo dopo ogni uscita, ma attenzione ai giri estivi, quando il caldo determina una polvere molto maggiore soprattutto nei trasferimenti sullo sterrato.

Vi dò una regola semplice: sè alla fine del giro siete tutti impolverati o avete dovuto mettere gli occhili protettivi o avete mangiato polvere… allora pulite il filtro prima del giro successivo, altrimenti pulitelo secondo la manutenzione standard.

Ricordate che il filtro appena pulito NON può essere utilizzato perchè altera la carburazione, quindi o lo pulite al rientro, in modo che passi almeno una giornata prima dell’uscita successiva oppure tenetene almeno due da intercambiare.

 

3)      CONTROLLARE I PNEUMATICI

Dato che nei giri le gomme sono molto sollecitate, sia per effetto di ostacoli non visti che per il fatto che il percorso NON è controllato da nessuno, è necessaria una minima verifica di integrità da farsi a vista e con la verifica del mantenimento della pressione.

Infatti se al momento della partenza trovate la gomma posteriore a terra, bisogna sapere IN QUANTO TEMPO si è sgonfiata, infatti gli pneumatici tubeless da trial spesso dopo la metà della loro vita utile cominciano a perdere leggermente pressione, ma è diverso se questo processo dura qualche minuto, qualche ora o qualche giorno.

Sapendo il tempo di sgonfiamento si può decidere di partire anche con un pneumatico che dal giro precedente si è sgonfiato, per certo non è consigliabile, ma se non si può fare altrimenti può essere una alternativa allo stare a casa.

Essenziale il CONTROLLO DELLA PRESSIONE corretta di entrambi i pneumatici APPENA PRIMA DI PARTIRE, infatti una variazione di 1/10 di bar è già percepibile come cambio di reattività della moto sul percorso e quindi avere una pressione sempre eguale di partenza è garanzia di un comportamento prevedibile del mezzo in ogni condizione.

Questo non solo si traduce in una migliore guidabilità, ma anche in minori rischi dato che spesso ci sono passaggi non protetti.

Questo consiglio, solo in apparenza banale, viene dal grande Lenzi ed ha vinto anche le resistenze dei più scettici (me per primo!), rivelandosi una perla di saggezza.

Per il pneumatico anteriore il consiglio è unico: 0.5 bar
In questo modo si evita di pizzicare la camera d’aria e comunque il pneumatico non è troppo duro.

Per il posteriore il consiglio base è 0.3-0.35 bar,
ma per esperienza varia un po’ a seconda del terreno che si incontra.
Infatti se il fondo è con ghiaia e magari sassi smossi (morena) di dimensioni anche da 10/20cm,
è meglio tenerlo più sgonfio, rischiando tuttavia maggiormente di stallonare o tagliarlo sul fianco (perchè facendo più “pancia” va a toccare facilmente il terreno).
Anche su fondo con radici e pioggia, una pressione minore spesso aiuta.
Dipende poi anche dal tipo di pneumatico posteriore e dal suo consumo (più si consuma più va tenuto a bassa pressione).

Consiglio di partire quindi sempre con il posteriore a 0.35bar,
per poi eventualmente sgonfiarlo un po’ ove serve:
in questo modo almeno il punto di partenza è sempre fisso !

Un particolare banale: attenzione considerare la scala corretta (bar) sul manometro !

4)      MANUTENZIONE PERIODICA

Ci sono delle operazioni che è comunque necessario fare periodicamente e per questo consiglio di adottare il praticissimo CONTAORE, vi evita di tenere conti o – come in genere accade – dimenticarsi completamente quando è stato fatto l’ultimo controllo.

La periodicià dei controlli seguenti può variare in un range di 20-30 ore, soprattuto va fatta PRIMA DI OGNI PERIODO DI FERIE, quando in genere possiamo utilizzare di più la moto e per contro siamo più lontani dalla nostra officina – che magari è anche chiusa per ferie!

Il 250 può viaggiare più facilmente sulle 30 ore, per il 300 top racing si consigliano le 20 ore.

Le operazioni da eseguire sono:

-          Sostituzione olio motore (filtro olio ogni 6 mesi)

-          Sostituzione olio frizione (ogni 6 mesi)

-          Sostituzione olio forcelle (ogni 6 mesi)

-          Verifica livello liquido raffreddamento

-          Pulizia filtro aria

-          Controllo freni

-          Controllo allungamento catena (sintomo della usura)

-          Verifica gioco valvole (ogni 6 mesi, solo 300 Racing)

So che per tutti noi questi consigli sono considerati  una “seccatura”, ma con poche decine di euro ci mettiamo al riparo da eventuali problemi e allunghiamo il mantenimento costante delle performance del nostro mezzo.

Per certo un guasto tra i monti o spendere soldi per una usura precoce o non superare un ostacolo perchè ”la moto oggi non và bene”… è peggio!

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